Viaggio in Bhutan

Viaggio in Bhutan nella cultura, natura e spiritualità di un Paese che ha scelto di privilegiare il concetto di Felicità Interna Lorda anziché l’aspetto economico del PIL, come nel resto del mondo. Si tratta di una filosofia di governo che mette al centro la qualità della vita, spirituale, ambientale e sociale, rispetto alla sola crescita economica. Nel Paese governato da una delle ultime teocrazie mondiali sanità e istruzione scolastica sono gratuite, vige la massima attenzione sull’aspetto ambientale, tanto che per legge le foreste devono ricoprire almeno il 60% del territorio, e di conseguenza è vietato tagliare alberi.

Viaggio in Bhutan

Arrivo all’aeroporto internazionale di Paro e trasferimento verso Thimphu, la capitale del Regno. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio si visita il Memorial Chorten, iconico stupa eretto in memoria del terzo re del Bhutan e tempio dedicato alla pace mondiale: all’interno pitture e sculture ci danno una vivida impressione della filosofia buddista. Si prosegue poi con una piacevole passeggiata tra i pini e i rododendri da Kuensel Phodrang al tempio di Changangkha, edificio risalente al XII secolo, con vista privilegiata sulla valle.

Colazione in hotel. Giornata dedicata alla visita della città e dintorni. Prima tappa alla maestosa statua d’oro che domina la valle, conosciuta come Buddha Dordenma. Si prosegue quindi lungo il sentiero Wangditse che si snoda attraverso foreste lussureggianti e paesaggi sereni, culminando al tempio storico di Wangditse Lhakhang. Si attraversa una foresta mista di pini blu, rododendri e querce, con splendide viste sulla città di Thimphu e sul Tashicho Dzong, la più grande fortezza del Paese. Il sentiero scende verso la Riserva faunistica di Motithang, dove incontrare il takin, curioso bovino divenuto simbolo nazionale del Bhutan. Pranzo in ristorante locale. Dopo, visita al centro culturale dove giovani artisti si esercitano nelle tredici arti tradizionali.

Colazione in hotel. Trasferimento a Punakha, in circa tre ore, superando i 3.000 metri del Passo Dochu La, con una breve pausa per ammirare la spettacolare vista della catena orientale dell’Himalaya: una magnifica corona di cime che superano i 7.000 metri. Qui troviamo anche il complesso di templi voluti dalla Regina Madre Ashi Dorji Wangmo Wangchuck, in onore del IV Druk Gyalpo (titolo onorifico del Re del Bhutan) per celebrare una rara e singolare guerra: quella intrapresa nel 2003

dall’esercito del Bhutan contro le basi dei separatisti indiani che si erano rifugiati nel sud del Paese. Si scende quindi ai 1.700 metri di altitudine di Punakha, l’ex capitale del Regno, in uno scenario di foreste dove domina il rododendro. Con una breve deviazione escursionistica attraverso i campi di riso, si raggiunge il tempio della fertilità del “Divino Folle” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le donne che non riescono ad avere figli salgono qui con fiducia a chiedere la grazia. Sistemazione e pranzo in hotel. Nel pomeriggio si visita il Punakha Dzong, la residenza invernale del Corpo Monastico di Stato e del Sommo Sacerdote.

Forte immersione culturale e spirituale

Colazione in hotel. Trasferimento a Wangdue Phodrang, piccolo villaggio che si trova in un punto molto scenografico sul fiume Puna Tsang, con sosta opzionale alla maestosa fortezza di Wangdue Phodrang. Si prosegue salendo al passo di Pele La (3.420 m), confine naturale tra il Bhutan occidentale e centrale, per arrivare al Monastero di Gangtey che si innalza a dominare l’ampia valle glaciale di Phobjikha. Costruito con legno e pietre, presenta pregevoli decorazioni, tra cui dipinti e intagli ben dettagliati e offre un’esperienza fortemente spirituale e mistica. Pranzo in ristorante locale. Si prosegue poi con un percorso di circa 4 km che parte dal

monastero di Gangtey e scende dolcemente su un terreno prevalentemente pianeggiante, attraversando prati erbosi, case contadine e foreste di pini, fino ad arrivare al fondovalle. La valle di Phobjikha è caratterizzata dalla presenza di una varietà speciale di bambù nano che costituisce il cibo principale delle gru dal collo nero, animale in via di estinzione.

Colazione in hotel. Proseguimento verso Paro con sosta presso l’antico ponte di ferro, testimonianza dell’ingegneria medievale. Giunti a Paro si effettua la visita del Ta-Dzong. Originariamente questa era la torre di guardia del Paro Dzong. Dal 1968 ospita il Museo Nazionale. La collezione qui raccolta comprende antiche opere e manufatti bhutanesi, armi, oltre a raffinati francobolli. Pranzo in ristorante locale. Si prosegue on la visita del Kyichu Lhakhang, uno dei templi più sacri e antichi del Bhutan, tappa imprescindibile a Paro: più antico del celebre “Nido della Tigre”, custodisce oltre 1.300 anni di storia buddhista in un’atmosfera di raccoglimento autentico e vivace devozione popolare.

Colazione in hotel. Partenza per l’escursione al celebre monastero sospeso sul precipizio. È uno dei monasteri più celebri del Bhutan, incastonato su una parete a strapiombo che si eleva per quasi 1.000 metri sul piano della Valle di Paro. La leggenda narra che qui, a cavallo di una tigre, giunse a meditare il Guru Rinpoche e per questo motivo il Monastero è conosciuto come “tana della tigre”. È meta di devozione e massima sacralità, praticamente ogni bhutanese lo visita almeno una volta nella vita. Pranzo in ristorante locale. Si visitano poi le storiche rovine della “Fortezza della Vittoria”, un forte militare conosciuto come Drugyel Dzong. È un luogo di grande fascino storico: rovine imponenti, una posizione strategica nella valle di Paro e uno sfondo himalayano mozzafiato lo rendono una tappa imperdibile, diversa per carattere da tutti gli altri dzong del Paese.

Colazione in hotel. Escursione al mattino per raggiungere il valico di Chele La, il passo stradale più alto del Bhutan (3.988 m) con spettacolari vedute sul monte Jomolhari. Si arriva alla fortezza di Wangchuk Lo Dzong, nella remota valle di Haa, una delle zone più remote e meno visitate del Bhutan, aperta al turismo straniero solo a partire dal 2002. Secondo la tradizione locale, il dzong fu costruito anche per contrastare l’influenza maligna della divinità serpente sulla popolazione e sul bestiame. Si crede che nella zona vi siano 108 di queste divinità, e alcuni stupa eretti per placarle sono ancora visibili oggi. Pranzo in ristorante locale. Si prosegue con la visita dei templi Bianco e Nero, custodi delle leggende locali per poi effettuare una passeggiata naturalistica tra i villaggi tradizionali della valle e osservare la vita rurale.

 

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Da scegliere perchè

  • Viaggio completo attraverso le valli più autentiche del Bhutan
  • Esperienze naturalistiche e trekking accessibili
  • Forte immersione culturale e spirituale
  • Paesaggi himalayani