Mustang Nepal

Viaggio guidato in 4×4

Mustang Nepal, viaggio guidato in 4×4. Il Mustang è percorribile con la jeep unicamente lungo l’antico sentiero che segue il corso del Kali Gandaki nella parte bassa e poi raggiunge Lo Manthang. Deviazioni non sono possibili, se non con percorsi a piedi. Andata e ritorno quindi coincidono. Ovviamente nella tratta di ritorno sarà cura della guida/autista suggerire le soste per le visite di villaggi e templi alternative a quanto fatto nella tratta di andata, per completare la visita del Mustang in modo totale, senza perdere nulla.

Quanto sotto scritto nell’itinerario Mustang Nepal potrà essere modificato giorno per giorno, in base a quanto richiedono specifiche esigenze dei clienti, purché compatibile con la situazione logistica / climatica del percorso. Ad esempio eventuali perdite di tempo per superare tratti momentaneamente difficoltosi obbligheranno ad anticipare la sosta per la cena ed alloggio in un villaggio precedente a quello inizialmente previsto. Ovviamente il giorno successivo sarà necessario recuperare la tratta mancante e la guida/ autista suggerirà il modo migliore per farlo, magari anticipando l’ orario di partenza.

Mustang Nepal

Il viaggio è stato studiato per ovviare quanto possibile al problema dello sbalzo di pressione e favorire nel modo migliore l’acclimatamento. Quindi da Kathmandu a Pokhara si prevede il trasferimento via terra. Per quanto la richiesta del visto sia stata anticipata con l’invio di copia dei passaporti, il rilascio ufficiale potrà avvenire solo con la presentazione del passaporto in originale e non si può prevedere il tempo occorrente. Programmare un volo potrebbe significare perderlo, se le procedure vanno per le lunghe o comunque vivere uno stato di ansia. C’è comunque tutto il tempo per partire con calma una volta espletate le procedure di immigrazione e raggiungere Pokhara prima dell’orario di cena. Il giorno successivo si è scelto di non volare da Pokhara a Jomsom soprattutto per evitare lo sbalzo da 1.400 ai 2750 e favorire l’acclimatamento graduale viaggiando via terra.

Nel periodo estivo, poi, non è raro che i voli da e per Jomsom subiscano forti ritardi o siano addirittura cancellati per questioni meteorologiche. Un’eventuale cancellazione del volo costringerebbe ad una frettolosa partenza via terra, utilizzando uno dei pochi veicoli 4 x 4 ancora eventualmente disponibili. Aver preventivato questo trasferimento con mesi di anticipo ci garantisce l’utilizzo di un mezzo adeguato per tutto il viaggio. Il volo è invece previsto al mattino per il ritorno a Pokhara, anche perché si è scelto di pernottare a Bandiphur in un’ottima struttura. L’eventuale cancellazione di questo volo non costituirebbe un problema perché ci sarebbe comunque tutto il tempo per scendere in jeep e proseguire fino alla tappa prestabilita.

mustang nepal viaggio 4×4

Mustang Nepal viaggio guidato in 4×4

[tg_program title=”1° Giorno” place=”Italia – Kathmandu”]Partenza per Kathmandu con scalo intermedio e cambio aeromobile a Doha.[/tg_program]

[tg_program title=”2° Giorno” place=”Kathmandu – Pokhara (6 ore circa)”]Dopo l’immigrazione incontro con il personale dell’agenzia locale per il completamento pratiche del rilascio del permesso ingresso in Mustang. Proseguimento per Pokhara, circa 6 ore di viaggio. Pernottamento hotel Tiger Land BB o similare. Pranzo e cena liberi.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”tra il Kali Gandaki e le vette del Dhaulagiri e del Nilgiri”]

[tg_program title=”3° Giorno” place=”Pokhara – Jomsom – Marpha (10 ore circa)”]Comincia la nostra avventura in Jeep! Dopo colazione, trasferimento a Jomsom. Jomson, anche conosciuta come Dzongsam o Nuovo Forte, si trova a 2.800 metri di altitudine. Si trova nella regione nepalese del Mustang, e si estende su entrambe le sponde del fiume Kali Gandaki. Su queste sponde si trovano pietre sacre agli Induisti. Sullo sfondo si elevano le altissime vette del Dhaulagiri e del Nilgiri. E’ stata per secoli una delle maggiori rotte di commercio. Fino al 1959, i commercianti scambiavano diversi beni, ma soprattutto sale raccolto dai laghi salati del Tibet in cambio di riso e orzo raccolti nelle colline del Nepal centrale. Il commercio è ora ridotto a causa della concorrenza dell’India e dei cambiamenti politici ed economici in Tibet.

Superata Jomson il viaggio guidato in 4×4 Mustang Nepal prosegue verso la vicina e più tranquilla località di Marpha. In lingua locale “Mar” significa duro lavoro e “Pha” uomini, gente… La località è conosciuta anche come Villaggio delle Orchidee ed è famosa nel Nepal per la particolare qualità delle mele che qui vengono prodotte. Pernottamento alla Tea House o similare. Pensione completa.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”antichi villaggi”]

[tg_program title=”4° Giorno” place=”Marpha – Chhusang”]Dopo colazione raggiungiamo Kagbeni, villaggio tibetano caratterizzato da stupa e monasteri con oltre 500 anni di storia; lungo l’itinerario, costeggiando la banchina del fiume Kali Gandaki si snodano coltivazioni di granoturco, orzo e patate. Le abitazioni dei contadini sono per lo più basse, di due, raramente tre piani, intonacate di bianco. Sui tetti rossi fieno e legname sono messi ad essiccare in previsione dell’inverno. Si supera Tangbe, piccolo villaggio arroccato su un promontorio con panoramica vista sul fiume. Le rovine di una antica fortezza rimangono a silente memoria di tempi felici in cui era florido il commercio del sale. Il viaggio guidato in 4×4 Mustang Nepal prosegue in direzione di Chhusang, villaggio posto in un punto molto scenografico: i ripidi pendii della montagna, erosi dagli agenti atmosferici sembrano le canne di un organo monumentale. Pernottamento alla Tea house o similare. Pensione completa.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”verso Ghami”]

[tg_program title=”5° Giorno” place=”Chhusang – Ghami “]Partenza ancora in direzione nord. Dopo pochi chilometri, prima di arrivare a Chele, lasciamo la valle del Kali Gandaki. Nel caso non sia possibile attraversare il fiume sul ponte di ferro, sarà necessario cambiare Jeep per proseguire il viaggio. Lasciamo quindi il fondovalle per salire fino a Chele. Sui fianchi della montagna si possono notare delle grotte che furono rifugio ai guerrieri Khampa che in Tibet si erano opposti per molti anni all’invasione cinese. Da qui inizia un tratto di strada assai impegnativo per arrivare al passo di Dzon (3.550 m) ed attraversare poi i villaggi di Samar e Bena.

Si risale nuovamente fino ai valichi montani Baga La e Yamdo La (3.770 m.), poi si superano i piccoli villaggi di Shammochen e Tamagaon (3.555 m.), in un continuo cambio di paesaggio che diventa sempre più desertico. Nel continuo saliscendi odierno da Tamagaon si sale bruscamente al Nyi La (3.950 m.) per poi scendere finalmente a Ghami, una magnifica cittadina, ricca di un’atmosfera meravigliosa. E’ la terza città del Mustang, che sorge in alto rispetto al fiume ed è circondata da campi coltivati. Questo luogo è incredibilmente silenzioso, purtroppo lo Dzong è in disuso ed il Gompa vicino al forte è chiuso. In tanto silente abbandono e misere condizioni di vita lo sguardo spazia soffermandosi sui tetti dove lo sterco è posto ad essiccare al sole per essere poi utilizzato come combustibile. Pernottamento alla Tea house o similare. Pensione completa.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”i monasteri di Lo Mangthang”]

[tg_program title=”6° Giorno” place=”Ghami – Lo Manthang “]La giornata odierna ci regalerà viste e panorami fantastici del Dhaulagiri. Poco prima di Tsarang noteremo un chorten che è un importante reliquiario buddista, poi nel gompa del villaggio ammireremo fantastici tanka. Arriveremo a Lo Mangthang per l’ora di pranzo. Lo Mangthang, la capitale e il villaggio più importante del Regno, giace al confine con il Tibet. Fu fondata nel 1450 dal figlio del leggendario Ame Pal, conquistatore che unificò i piccoli regni del Mustang superiore. La muraglia difensiva, lunga 700 metri e alta 9 m, con una curiosa conformazione a “ L “, ha protetto la città sia dai banditi che dai venti violenti per centinaia di anni. A detta degli archeologi nessun lavoro di restauro od ampliamento è mai stato necessario da oltre 500 anni.

[tg_header subtitle=”i chorten  di Lo Manthang”]

Circa 1.200 persone vivono qui in circa 150 abitazioni, strette le une alle altre e collegate da vicoli angusti. Vi sono alcuni chorten di fronte all’ingresso principale, oltre il quale compare il palazzo reale. Ci sono tre monasteri a Lo Mangthang, ma i monaci risiedono solo nel più vicino Chode Lhakhang, che è anche il più antico con circa 200 anni di storia. Gli altri due monasteri non sono più in uso, ma sono comunque curati e protetti da diverse famiglie, che condividono i diritti di cambiare l’acqua ogni mattina e di accendere le lampade a burro di notte.

Molta gente qui protegge le proprie case dagli spiriti maligni appendendo sopra le porte di ingresso delle “trappole per fantasmi” consistenti in teste di capre decorate con intrecci di corde. Il paesaggio intorno a Lo Mangthang è straordinario nella sua diversità, caratterizzato da vallate, canyon, pianure, montagne coperte di neve e fiumi. In questo piccolo e pittoresco centro si respira un’atmosfera antica e surreale. Pernottamento alla Tea house o similare. Pensione completa.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”le grotte di Chooser”]

[tg_program title=”7° Giorno” place=”Lo Mangthang”]Esplorazione di Lo Mangthang e zone limitrofe. Visite possibili al monastero di Namgay, al monastero di Chooser, con i gompa di Garphu e Niphu. Interessanti sono le grotte di Chooser dove i monaci buddisti nel corso dei secoli hanno sviluppato un ragnatela di caverne naturali per realizzare oltre 150 luoghi di preghiera e meditazione. In questa vallata passava la più importante strada commerciale per Lhasa, che a detta di Padre Tucci era percorsa da “pellegrini ed apostoli, banditi ed invasori”. Le fortificazioni in rovina, tracce di antichi castelli rimangono a testimonianza di quei tempi. Sarà possibile raggiungerli magari con una gita a cavallo facoltativa fino al confine con il Tibet. Pernottamento alla Tea house o similare. Pensione completa.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”Samar”]

[tg_program title=”8° Giorno” place=”Lo Mangthang – Samar (3/4 ore circa)”]Le tempistiche della giornata saranno decise in loco. Proseguimento del viaggio guidato in 4×4 Mustang Nepal alla volta del villaggio di Samar per godere dello spettacolo sereno in contemplazione della montagna Nilgiri. Pernottamento alla Tea house o similare. Pensione completa. [/tg_program]

[tg_header subtitle=”alla scoperta di Kagbeni”]

[tg_program title=”9° Giorno” place=”Samar – Kagbeni (2/3 ore circa)”]Oggi ci dirigiamo verso Kagbeni, villaggio con forte religiosità tibetana, testimoniata dalle numerose ruote di preghiera, vari stupa ed un monastero Buddhista risalente a 500 anni fa. Il nome Kagbeni proviene da “kag” (masso di pietra) e “beni” (confluenza dei due fiumi) e infatti Kagbeni si trova alla confluenza dei fiumi Kali Gandaki e Jhong. Storicamente, Kagbeni è stato un importante passaggio sulla strada commerciale del sale. Ancora oggi è facilmente comprensibile come la stessa disposizione della città testimoni la necessità di difesa e rimarchi la sua posizione di confine. Le case sono costruite molto vicine le une alle altre con vicoli che conducono alle porte d’ingresso, tanto che tutto il villaggio pare un unico labirinto. E’ una città che sembra uscita dal passato, con case di fango strette una all’altra, piccoli sentieri scuri, imponenti stupa e un grande Gompa color ocra dominante la città dall’alto.

[tg_header subtitle=”verso il Thupten Samphel Ling Gompa”]

Numerosi abitanti sono tuttora soliti usare il tradizionale abbigliamento tibetano. Una delle maggiori attrazioni di Kagbeni è il Thupten Samphel Ling Gompa, che significa “monastero del luogo in cui fermarsi e sviluppare concentrazione sugli insegnamenti di Bhudda”. Il monastero fu fondato nel 1429. Fino alla metà del XVIII secolo, il monastero ospitò circa 100 monaci dai 12 villaggi vicini. L’altare del monastero espone icone di bronzo del Sakyamuni Bhudda a fianco dei suoi discepoli Sariputra e Maudgalanya e altre divinità, numerosi Thanka, affreschi e bellissime lavorazioni in legno. Il monastero è il centro della vita spirituale per la comunità. Grazie all’aiuto esterno e della comunità locale, nel 2009 è stato fondato un collegio per i monaci, il quale dà un’opportunità ai giovani monaci di Kagbeni e dei villaggi circostanti di studiare sotto la disciplina monastica tibetana. Pernottamento alla Tea house o similare. Pensione completa.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”ai piedi del Thorong La”]

[tg_program title=”10° Giorno” place=”Kagbeni – Mukhtinath – Jomsom (3 ore circa)”]Dopo colazione ci dirigiamo verso Muktinath. Il tempio e i complessi religiosi di Muktinath si trovano a circa 90 m sopra Ranipauwa. Muktinath è un luogo sacro e di pellegrinaggio sia per gli Hinduisti sia per i Buddisti. Si trova nella valle omonima, a 3.710 metri di altezza, ai piedi del passo del Thorong La. Qui si trovano un tempio buddhista e il tempio di Vishnu Mandir (in stile pagoda) considerato sacro (come gli altri 108 Divya Desam, ossia templi di Vishnu) dal culto Sri Vaishanava. Il tempio è uno dei più antichi tra i templi Hindu dedicati alla dea Vishnu. Il Murti (un’immagine in oro che rappresenta lo spirito divino di Vishnu) è alta quasi quanto una persona.

Nel giardino esterno si trovano 108 teste taurine dalle quali esce acqua gelata. L’acqua sacra che scorre nelle tubature intorno al complesso del tempio convoglia tutte le sacre acque ai Pushkarini (le Vasche del Tempio) di tutti i 108 templi di Vishnu del culto Sri Vaishanava. Qui i devoti effettuano le loro abluzioni rituali anche a temperature ghiacciate. Ancora più sacra è l’acqua che proviene da una roccia all’interno del tempio in stile tibetano Jwala Mai, poco dietro la pagoda. Dentro il tempio, dietro una tenda lacera, ci sono piccoli getti di gas naturale che producono una perpetua vampa di fumo, di fianco a una fonte che è la sorgente dell’acqua sacra.

[tg_header subtitle=”sulle tracce della tradizione buddhista”]

Questa favorevole combinazione di terra, fuoco e acqua è responsabile dell’importanza religiosa di Muktinath. E’ spesso possibile vedere donne tibetane, con elaborati copricapo turchesi, recarsi per devozione presso questi complessi religiosi. La tradizione Buddhista Tibetana vuole che Guru Rimpoche, il fondatore del Buddhismo Tibetano, abbia meditato a Muktinath durante il suo viaggio verso il Tibet. Sulla strada sarà possibile incontrare molti pellegrini Hindi e Nepalesi. I pellegrini più colorati sono i monaci asceti Sadhu, che viaggiano in abiti succinti, il corpo cosparso di cenere e spesso portando una lancia con tre punte chiamata Trishul. Proseguimento del viaggio Mustang Nepal per Jomsom. Pernottamento alla Tea house o similare. Pensione completa.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”verso Bandipur”]

[tg_program title=”11° Giorno” place=”Jomsom – Bandipur”]Di mattina volo per Pokhara. Il volo dura circa 30 minuti ed è uno dei più spettacolari, perché passa su profonde gole tra l’Annapurna I (8.091 metri) e il Dhaulagiri I (8.167 metri). Da Pokhara il viaggio guidato in 4×4 Mustang Nepal prosegue per Bandipur, una delle più caratteristiche cittadine nepalesi, museo vivente della cultura Newari. Sarà piacevole passeggiare nella via principale fiancheggiata dalle abitazioni tradizionali poste in unica fila e magari salire sulla’alto della collina per assistere al tramonto sui tetti della cittadina. Pernottamento all’Hotel Old Inn o similare. Pranzo e cena liberi.[/tg_program]

[tg_program title=”12° Giorno” place=”Bandipur – Kathmandu”]Colazione. Trasferimento a Kathamandu. Sistemazione in hotel e tempo a disposizione. Pernottamento all’Hotel Dwarika o similare. Pranzo e cena liberi.[/tg_program]

[tg_program title=”13° e 14° Giorno” place=”Kathmandu – Italia”]Colazione in hotel. Trasferimento in aeroporto 3 ore prima del volo internazionale e imbarco sul volo di ritorno con scalo e cambio aeromobile a Doha. Termine del viaggio guidato in 4×4 Mustang Nepal.[/tg_program]

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