Mongolia Gobi remoto

Tour guidato nel deserto del Gobi

Mongolia deserto del Gobi remoto – La parola Gobi significa “senza acqua” e dà nome a quello che, senza dubbio, è il deserto più importante dell’Asia. Esso colpisce per la sua bellezza senza tempo, ma anche per la maestosità con la quale si propone agli occhi del visitatore. Questo viaggio è per scoprire una delle zone meno conosciute e meno frequentate dal turismo di massa, abitato in tempi remoti solo dai grandi dinosauri marini.

Partenze 2020:

Ogni giorno su richiesta da Maggio a Settembre

*Voli esclusi, prenotazioni su misura

 

LO SCELGO PERCHÉ:

• Tour di gruppo con guida parlante inglese per veri viaggiatori
• Esplorazione di una delle aree ancora non toccate dal turismo di massa

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Mongolia Gobi remoto

[tg_program title=”1° Giorno” place=”Italia – Ulaanbaatar”]Partenza alla volta di Ulaanbaatar, con scalo intermedio.[/tg_program]

[tg_program title=”2° Giorno” place=”Ulaanbaatar”]Arrivo in mattinata a Ulaanbaatar, ritiro dei bagagli, incontro con il nostro personale in loco e trasferimento in hotel. Visita della capitale mongola, con particolare attenzione all’antico centro buddhista dei mongoli di Gandan, dove attualmente si trovano l’università religiosa del buddhismo e la biblioteca. Dopo questa emozionante visita il tour proseguirà con il museo di storia mongola e la grande piazza Chingis Pernottamento in hotel.[/tg_program]

Mongolia Gobi remoto

[tg_header subtitle=”verdo Baga Gazriin Chuluu”]

[tg_program title=”3° Giorno” place=”Ulaanbaatar – Baga Gazriin Chuluu”]Dopo la colazione partiremo in direzione di Baga Gazriin Chuluu, attraversando le ampie steppe mongole dove potremo incontrare alcuni pastori nomadi con le loro mandrie di cavalli e bovini. Arrivo a Baga Gazriin Chuulu, una roccia basaltica alta circa 1750 metri, situata tra le ampie pianure e meta di pellegrinaggio per la popolazione mongola, poiché conserva le rovine di un antico tempio buddhista del XVII secolo. Pernottamento in campo gher.[/tg_program]

[tg_program title=”4° Giorno” place=”Baga Gazriin Chuluu – Tsagaan Suvarga”]In questa giornata attraverseremo le grandi steppe del Gobi, fino a giungere a Tsagaan Suvarga, situata al confine sud della provincia Dundgovi. Detta anche “Stupa bianca”, questa colorata formazione rocciosa erosa dall’acqua e dagli agenti atmosferici nel corso dei millenni che, se osservata da lontano, sembra quasi una città in rovina. Pernottamento in campo gher.[/tg_program]

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[tg_header subtitle=”la valle delle aquile”]

[tg_program title=”5° Giorno” place=”Tsagaan Suvarga – Yoliin Am”]Il nostro viaggio prosegue verso sud, nel deserto più profondo, dove si potranno ammirare reperti fossili antichissimi e graffiti rupestri di oltre 3000 anni fa. Si giunge quindi alla spettacolare Valle delle Aquile, uno stretto canyon con un fiume perennemente ghiacciato e pareti alte fino a 200 metri. Questa incredibile complessità climatica ha reso Yoliin Am, così viene chiamata la valle delle aquile in lingua mongola, il luogo ideale per la riproduzione degli stambecchi, degli argali, della capra di montagna e delle aquile. Nel parco naturale c’è un museo di storia naturale con una ricca collezione di uova e ossa di dinosauro. Possibilità di fare una passeggiata a cavallo. Pernottamento in campo gher.[/tg_program]

[tg_program title=”6° Giorno” place=”Yoliin Am – Khongoriin els”]Viaggio di circa 200 km per raggiungere le famose “dune che cantano”, Khongoriin els, uno degli spettacoli più affascinanti di tutta l’area desertica del Gobi. Ci troviamo davanti a 180km di dune, larghe da 3 e fino a 25 km e alte fino a 300 metri. Il modo migliore per goderne è fare una bella passeggiata a piedi all’ora del tramonto, per ammirare le cime rosse infiammate dal sole. Si avrà modo poi di incontrare alcune delle famiglie nomadi che si spostano in quest’area e di assaggiare il gustoso latte di cammella offerto dagli allevatori. Chi se la sente può anche farsi una bella passeggiata sul dorso di questi serafici animali. Pernottamento in campo gher.[/tg_program]

Mongolia Gobi remoto

[tg_header subtitle=”nel deserto sulle dune di sabbia di Khongoriin Els”]

[tg_program title=”7° Giorno” place=”Khongoriin Els – Bayan zag”]L’esploratore americano Roy Andrew Chapman, all’arrivo nella valle di Bayan zag nel 1920 rimase folgorato dall’incredibile colore rosso delle rocce di quest’area fuori dal tempo, tanto che la battezzò “vette infuocate”. Pomeriggio dedicato a un bel trekking per visitare questa antica creazione rocciosa risalente a circa 60/70 milioni di anni fa. La zona è ricca di saxaul, le tipiche piante del deserto. Pernottamento in campo gher.[/tg_program]

[tg_program title=”8° Giorno” place=”Bayan zag – Onghiin Khiid”]Si comincia a risalire verso nord e, dopo circa 180 km, si nota come il paesaggio circostante cambi gradatamente: il deserto con i colori chiari della sabbia e delle rocce lascia spazio a verdi vallate e corsi d’acqua cristallini, fino al bellissimo monastero di Onghiin Khiid. Esso è diviso in due strutture, una sulla sponda a nord del fiume e l’altra su quella opposta. Inaugurato nel XVII secolo dal Dalai Lama, questo monastero comprendeva ben 17 templi ed era abitato da oltre 1000 monaci. Fu completamente distrutto durante una rivolta anti-religiosa nel 1939 e ciò che si può ammirare oggi è una fedele ricostruzione. Pernottamento in campo gher.[/tg_program]

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[tg_header subtitle=”verso Karakorum”]

[tg_program title=”9° Giorno” place=”Onghiin Khiid – Karakorum”]Il percorso continua sulla via dei della seta, per Karakorum, l’antica capitale del più grande regno mai conosciuto. Costruita su ordine di Gengis Khan, Karakorum è stata il centro del mondo fino al XIII secolo, di cui oggi restano alcune memorie ma, soprattutto, un’atmosfera evocativa senza pari. Nel XVI secolo, sulle rovine della città, venne eretto l’Erdene-Zuu (mille tesori), il primo grande monastero buddhista della Mongolia, che costituisce ancora oggi un punto di riferimento spirituale. È circondato da un muro a pianta quadrata di 1.680 m (420 per lato) con 108 stupa originali a fare da guardia lungo tutto il perimetro. Nel 1792 ospitava 62 templi e 10000 sacerdoti buddisti. Durante il periodo comunista fu gravemente danneggiato ma, ancora oggi, alcuni templi e reliquie d’epoca sono rimasti intatti. I fedeli vengono richiamati ogni mattina con il suono delle conchiglie e anche noi assisteremo, con grande rispetto, alle funzioni religiose lamaiste, dove ci sono tanti monaci bambini che recitano mantra.

Proseguimento il pomeriggio per i monti dell’Hugnu khaan, a circa 80 km di distanza. Pernottamento in campo gher.[/tg_program]

[tg_program title=”10° Giorno” place=”Nemegt – Tsenkher”]Condividerete per un giorno la vita dei nomadi in zona Tsenkher hot spa. Degustazione di prodotti locali a base di latte e lezione sulla preparazione di questi prodotti tradizionali, che si ripete sempre uguale da millenni. Possibilità di fare il bagno nella sorgente di acqua calda in piscina del campo gher. Pernottamento in campo gher.[/tg_program]

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[tg_header subtitle=”alla scoperta di Tsetserleg”]

[tg_program title=”11° Giorno” place=”Tsenkher – Tsetserleg, Taikhar chuluu, Lago Terkhiin Tsagaan – Vulcano Khorgo”]Partenza per Taikhar chuluu attraversando Tsetserleg, capoluogo della provincia, per giungere al vulcano Khorgo e al magnifico lago Tserkhiin Tsagaan.
Taikhar Rock è un grande scoglio di granito alto oltre 18 m di formazione rocciosa. L’area intorno alla formazione è la patria di antichi scritti e dipinti. Geologicamente, la roccia è stata separata dal lato settentrionale della montagna dal fiume Tamir lungo milioni di anni.
Tsetserleg è il centro amministrativo della provincia di Arkhangai. Il suo nome significa “giardino”: all’ingresso, infatti, c’è un viale alberato, una rarità in Mongolia. Qui si può visitare il mercato locale e il monastero Zayan Gegeeni, ai piedi di una montagna, su di un colle che sovrasta la città. La costruzione originaria risale al 1586 e i lavori di ampliamento sono proseguiti per quasi 100 anni. Il complesso arrivò ad ospitare 1000 monaci. L’architettura dei templi segue il tradizionale stile tibetano: l’interno è stato adibito a museo, con una ricca raccolta di oggetti tipici della vita quotidiana nomade. Molto interessanti la sala dei “giochi di società” e quella degli strumenti musicali.

Proseguimento per il Khorgo Uul, un vulcano spento che si trova a est del lago Terkhiin Tsagaan Nuur, il cui cratere è largo 200 metri e profondo 100. Il Terkhiin Tsagaan Nuur è un lago di sorprendente bellezza, con acque limpide e cristalline a un’altitudine di 2.060 metri sul livello del mare. Il lago è largo 16 km, profondo da 4 a 10 metri e lungo più di 20 km. Pernottamento in gher.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”verso il fantastico lago Ogij”]

[tg_program title=”12° Giorno” place=”Vulcano Khorgo – Lago Ogij”]Oggi l’itinerario prosegue verso il fantastico lago Ogij, conosciuto e apprezzato per la moltitudine di pesci e avifauna che lo abitano, le cui sponde sono popolate da molti campi gher turistici. Pernottamento in campo gher.[/tg_program]

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[tg_header subtitle=”Rientriamo a Ulaanbaatar”]

[tg_program title=”13° Giorno” place=”Lago Ogij – Ulaanbaatar”]Rientriamo a Ulaanbaatar in tempo per effettuare gli ultimi acquisti e visite. Possibilità di acquistare dell’ottimo cashmere di qualità. Alle 18 si assisterà a uno spettacolo di musica tradizionale mongola. Pernottamento in hotel 4*, camera doppia.[/tg_program]

[tg_program title=”14° Giorno” place=”Ulaanbaatar – Italia”]Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo di rientro in Italia.[/tg_program]

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