Arunachal Pradesh Reh Boori Boot Festival

Reh e Boori Boot Festival in Arunachal Pradesh

arunachal pradesh reh boori boot festival. Molte Etnie popolano gli stati indiani del Nagaland, dell’Assam e dell’Arunachal Pradesh. Genti da sempre isolati nelle valli himalayane e nelle limitrofe foreste birmane di confine, conservano culture e tradizioni dove buddismo, animismo e induismo convivono con recenti conversioni al cristianesimo. I tratti somatici sono di evidente origine dal ceppo mongolo e tibeto-birmano, con occhi a mandorla e carnagione chiara. Hanno ancor oggi uno stile di vita in stretto rapporto con gli elementi naturali in uno degli ultimi paradisi asiatici, tra montagne verdi piene di foreste e bambù, terrazze coltivate a riso baciate dal sole e gli affluenti himalayani del lunghissimo fiume Brahmaputra.

viaggio Arunachal Pradesh Reh Boori Boot Festival

arunachal pradesh reh boori boot festival

[tg_program title=”1° Giorno” place=”Italia – Dibrugarh, India”]Partenza da aeroporti italiani con voli per Dibrugarh, via Delhi/Calcutta. Notte in volo.[/tg_program]

[tg_program title=”2° Giorno” place=”Dibrugarh”]Arrivo a Dibrugarh nell’Assam indiano, sistemazione in hotel. La città non presenta particolari attrattive. La sua ricchezza e la vivacità dei suoi mercati è data dall’essere posta al centro di una importante zona di produzione del tè. Il suo aeroporto civile poi è il più nordorientale dell’India e serve come porta d’ingresso a tutti i territori confinanti con la Cina e il Myanmar.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”verso Arunachal Pradesh”]

[tg_program title=”3° Giorno” place=”Dibrugarh – Roing, Arunachal Pradesh”]Partenza in direzione nord per entrare nell’ Arunachal Pradesh attraverso il Ponte fluviale più lungo dell’India, di recente inaugurato, che supera il fiume  Lohit. Arrivati a Roing (100 km distante, in 4 ore circa di viaggio) sistemazione al Mishmi Hill Camp o hotel similare. Nel pomeriggio si effettua una visita ad un villaggio tribale degli Idu Mishmi intenti nei preparativi per i festeggiamenti del Reh festival che avrà inizio il giorno successivo: le donne sono intente alla preparazione della birra di riso che sarà copiosamente usata nei giorni successivi. Gli Idu ritengono di essere discendenti della Divina Madre Nanyi Inyitaya e la partecipazione al Reh Festival è essenziale per averne la divina benevolenza, nonché motivo di rafforzamento dei legami familiari e sociali.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”Reh Festival”]

[tg_program title=”4° Giorno” place=”Roing e il Reh Festival”]Giornata dedicata alla visita dei vari villaggi Idu. Durante il festival, in onore della divinità vengono sacrificati numerosi animali come maiali e bufali domestici (qui conosciuti come “mithuns). I parenti giunti in visita vengono omaggiati con regali in denaro o in capi di bestiame, a tutti viene offerto cibo con riso carne e birra. Nel corso della giornata, ma soprattutto alla sera, nel piazzale dedicato ai festeggiamenti assistiamo alle esibizioni della tradizionale danza Naya.[/tg_program]

[tg_program title=”5° Giorno” place=”Roing e il Reh Festival”]La giornata trascorre con passeggiate nella cittadina ed escursioni nei villaggi dei dintorni dove continuano le cerimonie e le danze.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”verso Pasighat”]

[tg_program title=”6° Giorno” place=”Roing – Pasighat”]Partenza in auto per Pasighat. Nonostante la distanza da percorrere sia breve (circa 85 km) impiegheremo circa sette ore per arrivare a destinazione: il perorso è impervio, la strada in pessime condizioni. In ben due occasioni si dovrà effettuare il guado di acque basse e usufruire poi di un ferry per attraversare il fiume. All’arrivo a Pasighat sistemazione all’hotel Aane o simile.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”costeggiando il fiume Syiam]

[tg_program title=”7° Giorno” place=”Pasighat – Along”]Trasferimento ad Along, percorso di circa 140 km in 5 ore, lungo una strada panoramica che costeggia il fiume Syiam, affluente del Brahmaputra, mentre dall’altro lato svettano le cime himalayane. Sicuramente è la giornata più spettacolare dal punto di vista scenografico. Attraversiamo il territorio degli Adi Minyong, etnia dai caratteri e costumi simili ai “cugini” Adi-Gallong. Sono di piccola statura e come tali considerati l’equivalente asiatico dei pigmei africani. Indossano primitivi perizomi di tessuto verde e sono particolarmente esperti nelle costruzioni con il bambù, materiale con cui realizzano numerosi ponti sospesi sui fiumi Siyam e Siang. Nel corso della giornata avremo anche l’elettrizzante esperienza di attraversare il fiume su uno di questi ponti, poi una breve passeggiata di circa due ore per andare dal villaggio di Kabu a quello di Paya, lungo il sentiero che divide i campi coltivati dal fiume: un percorso facile con l’unico inconveniente di un tratto scosceso all’inizio del sentiero. Nel pomeriggio arrivo ad Along e sistemazione all’ hotel Toshi o similare.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”Boori Boot festival”]

[tg_program title=”8° Giorno” place=”Along – Daporijo”]Trasferimento a Daporijo (circa 160 km in 5 ore). Soste a Tagin ed altri villaggi di etnia Hill Miri, popolazione di lingua e costumi tibetano-burmese, oggi meglio conosciuta come Nyishis. I loro costumi abbondano di ornamenti in argento e originali acconciature; intrattengono buoni rapporti con la gente di pianura dell’Assam, con cui commerciano. Gli uomini portano elmetti di bambù (bopar), mentre, al posto dei capelli raccolti sulla fronte con gli spilloni, usano un lembo di pelliccia d’orso.

A tracolla portano una spada lunga (orok) e un piccolo coltello (rwuchuk). L’abito femminile è tipicamente una camicetta lunga su cui è avvolta fino alla vita una sorta di stola colorata, con una collana a più fili di semi vegetali multicolori. Gli orecchini a forma di disco sono di metallo. Oggi per gli Hill Miri è giorno di festa. Inizia il Boori Boot Festival, in cui la comunità si riunisce per dare il benvenuto alla primavera ed augurare un prospero raccolto. All’arrivo a Daporijo sistemazione in abitazioni private messe a disposizione per l’accoglienza dei visitatori.[/tg_program]

[tg_program title=”9° Giorno” place=”Dapojiro – Ziro”]Partenza per Ziro, circa 4 ore per coprire i 130 km di distanza. Lungo il percorso sosta per la visita dei villaggi tribali di etnia Hill Miri, soffermandoci soprattutto a Raga, centro principale dei festeggiamenti del Boori Boot. Assisteremo alle preghiere collettive, condotte dagli sciamani locali, i “Nibu”, con l’offerta di sacrifici per ingraziarsi la benevolenza divina ed allontanare disastri e sciagure di ogni genere. All’arrivo a Ziro sistemazione all’ hotel Blue Pine o Siiro Resort.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”villaggi Apatani”]

[tg_program title=”10° Giorno” place=”Ziro”]Passiamo l’intera giornata visitando Ziro ed i villaggi Apatani dei dintorni. Ci troviamo al centro di una delle zone tribali più interessanti dell’ Arunachal Pradesh. Un vasto altopiano coronato da boschi di conifere che risalgono i pendii montuosi. E’ il regno degli Apatani, tribù di costumi assai singolari: gli uomini anziani ancora acconciano la loro lunga capigliatura in alti chignon, tatuandosi poi il volto. Anche le donne usano tatuaggi rituali e in più, caratteristica davvero unica,  inseriscono neri dischi di legno alle narici.

Pare che l’effetto così repellente fosse ricercato per scoraggiare i possibili rapimenti da parte di tribù avversarie, ma forse è solo una leggenda nata postuma. La popolazione è dedita all’ agricoltura: le risaie sono in pianura, con vasti appezzamenti irrigati secondo necessità, come in terrazzamenti sui fianchi delle alture. L’economia locale sfrutta l’abbondanza idrica anche per un intelligente sistema di pescicoltura. Nel corso della giornata visitiamo il Centro Artigianale con esposizione di tessuti prodotti su telai a mano, utensili di produzione locale. In seguito si fa sosta al piccolo ma interessante museo locale.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”rientro in Assam”]

[tg_program title=”11° Giorno” place=”Ziro – Majuli”]Oggi ci aspettano quattro ore di trasferimento, circa 200 km, per ritornare in Assam. Ritroviamo il possente Brahmaputra che attraverseremo con il ferry che in circa mezz’ora di navigazione ci porta a Majuli, la più grande isola fluviale del mondo. Majuli ha una estensione di oltre 924,6 chilometri quadrati, con una popolazione di circa centocinquantamila persone.  L’ isola, le cui coste sono soggette a continue modifiche per l’azione del potente e instabile Brahmaputra, è il principale luogo di pellegrinaggio di Vaishnaviti, sin dall’ età del Regno Ahom. Sistemazione al Dekasang Lodge o similare.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”alla scoperta dei Sattra”]

[tg_program title=”12° Giorno” place=”Majuli”]Diversi Sattra (monasteri indù), immutati nelle loro architetture medioevali, sono ancora oggi sotto la giurisdizione diretta di locali Satradhikar. Sono custodi della cultura Vaishnavista, qui introdotta da Srimanta Sankardeva (1449-1568). Ogni Sattra custodisce una ricchezza infinita di scritture Vaishnavite. Durante la giornata avremo modo di visitare il più importante monastero Hindu tra quelli presenti sull’isola l’ Auniati Sattra e avremo l’occasione di conoscere lo stile di vita, lavoro e preghiera dei monaci Bhakat che si occupano di mantenimento dei Sattra, un esempio oramai unico e difficilmente visibile in tutto il territorio dell’Assam.[/tg_program]

[tg_header subtitle=”verso il Nagaland”]

[tg_program title=”13° Giorno” place=”Majuli – Mon”]Trasferimento di 160 km, 7 ore di viaggio più un’ora di traghetto. Siamo in una delle zone più remote del Nagaland settentrionale. All’arrivo a Mon sistemazione nel locale Cottage o Hotel, strutture molto semplici ma confortevoli. Mon è il centro principale nel distretto della tribù Konyak, conosciuta per la sua fierezza e bellicosità. Come tutto il Nagaland, territorio solo recentemente annesso alla Repubblica dell’ India, anche questo distretto in teoria ha una amministrazione centrale e legale.

In realtà è ancora soggetto all’autorità tribale di capi locali, i cosiddetti Angh, la cui carica è ereditaria, la cui parola è legge. Il loro nome locale è “Wang”, cioè “l’origine di tutto quanto esiste”… e questo spazza ogni dubbio sulla loro indiscussa autorità. I Konyak ritengono di discendere direttamente da Noè. Per questo motivo molti di loro hanno nomi biblici, come Mosa, Kaisa, Aron e così via; sono conosciuti anche per i particolari tatuaggi in volto, per l’annerimento rituale dei denti, ma soprattutto per la barbara tradizione di cacciatori di teste ( e non in senso traslato….).[/tg_program]

[tg_header subtitle=”escursione a Longwa”]

[tg_program title=”14° Giorno” place=”Mon”]In mattinata escursione a Longwa, (son solo 35 km, ma di pessima strada..) cittadina posta sul confine tra India e Myanmar. Sosta per la visita di alcuni villaggi che conservano il fascino antico della tradizione Konyak, con abitazioni in tetti di foglie di palma da cui sporgono le colonne portanti. Le attività artigianali dei locali non si limitano all’intaglio del legno e l’intreccio del bambù. Tanto per ricordarci chi sono, in molti si dedicano alla fabbricazione di armi da fuoco e alla manipolazione della polvere da sparo. La tradizione locale prevede un uso rituale e sistematico del tatuaggio che dal volto si estende a tutto il corpo e gli arti.

La caratteristica di città di frontiera è rimarcata dalla particolare ubicazione delle capanne dei capi Angh, proprio a cavallo del confine; è tradizione che il capo usi pranzare nella zona collocata entro l’India per poi spostarsi  a dormire in stanze poste in Birmania! Nel pomeriggio visita dei villaggi di Hongphoi, Shingna-Shingnyu quindi rientro a Mon.[/tg_program]

[tg_program title=”15° Giorno” place=”Mon – Dibrugarh”]Lungo trasferimento di ritorno a Dibrugarh, di circa 7 ore. Sistemazione in hotel e tempo a disposizione per la visita del locale mercato.[/tg_program]

[tg_program title=”16° Giorno” place=”partenza”]Trasferimento in aeroporto e volo di rientro in Italia. Notte in volo.[/tg_program]

[tg_program title=”17° Giorno” place=”arrivo in Italia”]Arrivo in Italia o alla prossima vostra destinazione.[/tg_program]

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